
Zabriskie Point – 2008
I primi anni di lavoro (1980-1995) mi lasciarono ben poco tempo per dedicarmi ai passatempi. Ero troppo appassionato a scoprire un nuovo mondo che mi si apriva: l’informatica. Sì può dire che io appartenga alla generazione che è cresciuta a braccetto con i computer. Fui tra i primi in Italia a possedere un personal Computer (1982) ed anche, naturalmente, una fotocamera digitale. Imparai così i principi ed i trucchi di questa nuova tecnica, che però utilizzava gli stessi concetti che già conoscevo in ambito analogico. Però il tempo per viaggiare e scattare rimaneva troppo poco. Mi dedicai così alla fotografia di quegli oggetti che sempre amato e collezionato, i minerali, imparando le non banali tecniche della macrofotografia e delle tecniche di ripresa in studio.
I miei rapporto con Bob erano sempre minori, il lavoro ed i diversi interessi non ci permettevano di trovare spazi e tempi comuni. Ma siamo sempre stati in contatto fino alla sua morte.
Fu proprio l’ingresso nel mondo della macrofotografia semiprofessionale che mi portò alla prima reflex digitale, la Pentax K10D, per cui possedevo già le ottiche.
In questo periodo partecipai alla redazione di alcuni libri per un importante museo di scienze naturali, e fu l’occasione per fare il salto di qualità, affiancando alla Pentax la mia prima Nikon, la storica D100, che permetteva di usare le ottiche nikon 105micro e 65micro, imprescindibili per ottenere risultati accettabili.




Da quel momento ho abbandonato completamente il mondo analogico. Ho raccolto e venerato tutti gli oggetti “antichi” in una vetrina, ma il mio interesse è stato conquistato da questi mostri scatti tecnologici che mi permettono finalmente di seguire il pensiero e guradare l’attimo di realtà che ho davanti, senza preoccuparmi di troppi tecnicismo, Finalmente la fotografia è diventata un’arte espressiva! Nikon è l’unica marca che seguo, non si possono conoscere troppi marchi, ed è stato un continuo crescendo di amori: D100-D300-D780-ZF.

